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2026-10-02

Espulsioni: un’analisi della politica di rimpatrio italiana, 2015-2025

Luogo: Rapporto ActionAid Italia in collaborazione con l'Università degli Studi di Bari Aldo Moro


Il rapporto “Espulsioni: un’analisi della politica di rimpatrio italiana, 2015-2025”, realizzato da ActionAid Italia in collaborazione con l'Università degli Studi di Bari Aldo Moro, evidenzia un marcato divario tra l'aumento della detenzione amministrativa nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) e la flessione effettiva dei rimpatri forzati eseguiti dalle strutture. Nel 2025 si è registrato un picco di 6.835 ingressi nei CPR, a fronte di una diminuzione dei rimpatri gestiti dai centri stessi e di costi di detenzione significativamente crescenti per persona.

Nonostante il record di ingressi nel 2025, i rimpatri dai centri sono diminuiti, mentre i costi economici e i tempi di trattenimento sono significativamente cresciuti.

Negli anni è cresciuto, invece, il numero dei giorni di detenzione: tra il 2018 e il 2024 il dato oscillava tra circa 62 e 84 giornate di trattenimento per ogni rimpatrio, oggi la media è di 148. Cinque mesi in cui i migranti «vengono solo rinchiusi in luoghi di terrore, segnati da continue violazioni dei diritti umani, autolesionismo e morte, i cpr riguardano la nostra democrazia, non solo le persone che vi finiscono senza aver commesso alcun reato», ha detto Coresi. Peraltro inutilmente dato che, stima l’associazione, in otto anni oltre due mila persone sono state trattenute senza prospettive di allontanamento, vista l’assenza di accordi bilaterali con il paese di origine.

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